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:. VERSILIA :. ETRURIA :. MAREMMA :. ARGENTARIO

ARGENTARIO >> Presentazione

DI PAESE IN PAESE

L
'Argentario è il salotto buono del Mediterraneo, Porto Ercole e Porto Santo Stefano sono le località più "in", come dimostrano le ville immerse nel verde, le barche a vela ormeggiate a Cala Galera, i locali alla moda e le vetrine luccicanti dei negozi.

Chi cerca tranquillità e silenzio, sobrietà e magari una vacanza a contatto con una natura incontaminata farà meglio a visitare l'Argentario scansando i mesi di luglio e di agosto, in periodo meno affollato quando si spengono i riflettori della mondanità e l'angolo più meridionale della Toscana riacquista la sua fisionomia silenziosa e distesa.

PORTO ERCOLE
Porto Ercole è un piccolo gioiello affacciato sul mare toscano: di origini etrusche, divenne un importante porto romano a servizio del vicino scalo di Cosa. Ma sono stati gli spagnoli, nel XVI secolo, a definire la fisionomia del paese che ancora oggi si presenta come un'imponente piazzaforte a guardia del braccio di mare prospiciente Gli spagnoli costruirono la rocca e i poderosi forti di Santa Caterina, di San Filippo e della Stella per completare una strategia difensiva che rese Porto Ercole e l'Argentario praticamente inespugnabili. Questi capolavori di architettura militare sono ancora oggi visitabili e restituiscono la suggestione intensa delle colossali fortezze inespugnate, oltre ad offrire panorami mozzafiato sulla costa e il mare dirimpetto. Qui morì il massimo pittore del Seicento europeo, maestro indiscusso del realismo pittorico occidentale, il Caravaggio, il cui cadavere fu rinvenuto, in circostanze ancora avvolte nel mistero, il 18 luglio 1610 nei pressi della Duna di Feniglia: Caravaggio è sepolto nella chiesa parrocchiale del paese.
Porto Ercole è divisa in due parti, da un lato la rocca spagnola e il borgo medievale protetto dalle mura senesi, dall'altro il paese moderno con i suoi negozi, alberghi, ristoranti e la rituale passeggiata lungomare. Dal porto inizia la salita verso il Forte di Santa Caterina , mentre da piazza Ricasoli si attraversa la cinquecentesca Porta dell'Orologio per raggiungere piazza Santa Barbara, cuore del borgo e splendido belvedere. Sulla piazza si affaccia il Palazzo in cui abitava il Governatore Spagnolo, eretto nel Cinquecento, semidistrutto dalla guerra e recentemente restaurato. Da qui si sale ancora fino a raggiungere la Rocca Spagnola, che si può visitare accordandosi con l'ufficio turistico comunale. Da Porto Ercole parte infine una delle strade più affascinanti della Maremma che si snoda lungo la costa dell'Argentario in un susseguirsi di paesaggi straordinari e si conclude a Porto Santo Stefano.
Poco fuori da Porto Ercole si trova l'insenatura di Cala Galera, uno degli approdi più "in" del Mediterraneo assieme a Punta Ala: fra l'abitato del paese e il Tombolo di Feniglia sono ormeggiate le barche a vela dei vip e dai cantieri locali escono alcune delle più belle imbarcazioni del Mediterraneo.

PORTO SANTO STEFANO
Situato all'interno di una pittoresca insenatura, con splendide ville signorili sui fianchi del golfo e giardini curati affacciati sul mare, Porto Santo Stefano è oggi la sede del comune dell'Argentario. Il cuore della cittadina è il porto nuovo, dove sostano barche e pescherecci e partono i traghetti per l'Isola del Giglio e per Giannutri. Da qui si dipartono anche le stradine del centro storico che si arrampicano fino alla seicentesca chiesa di Santo Stefano Protomartire e più su, fino alla Rocca spagnola che domina il golfo. La poderosa rocca a pianta quadrata con decori aragonesi e mura spesse sei metri, è il lascito più evidente degli spagnoli che però, nel XVI secolo, costruirono una fitta serie di torri d'avvistamento, ben quattordici, attorno a Porto Santo Stefano: percorrere la tortuosa strada che tocca le torri di guardia è un'occasione eccellente per ammirare paesaggi tra i più belli della costa toscana. Una bella escursione è anche quella che, partendo circa a metà strada fra Porto Ercole e Porto Santo Stefano, conduce fino alla sommità della Montagna d'Argento: dopo aver oltrepassato il settecentesco Convento dei Passionisti, impreziosito da un giardino delizioso, si prosegue per circa 4 chilometri fino a raggiungere il Monte Telegrafo, sulla cui sommità si innalza una croce metallica. Da qui il panorama sull'Amiata, le isole dell'Arcipelago e la costa maremmana è davvero superbo.
Porto Santo Stefano vive di turismo e quindi offre una vastissima gamma di servizi a chi sceglie di trascorrere qui le sue vacanze: gli alberghi vanno dal superlusso fino alle sistemazioni a portata di tutti, ottima è la scelta di ristoranti e bar, non mancano le occasioni di divertimento notturno e i negozi alla moda, eccellente l'offerta di attività sportive sia legate al mare e alla subacquea che alla scoperta dell'eccellente patrimonio naturalistico dell'Argentario.

ORBETELLO
Orbetello è uno dei centri più singolari della costa toscana, raccolta su una stretta striscia di terra al centro della laguna omonima ed unita al promontorio dell'Argentario grazie ad una diga artificiale. Centro vivace già per gli etruschi, che ormeggiavano le loro imbarcazioni nel seno riparato della laguna, Orbetello fu conquistata dai romani nel 280 a.C.. Nel Medioevo appartenne all'Abbazia delle Tre Fontane, poi passò agli Aldobrandeschi ed infine a Siena. Nel 1557 entrò a far parte dello Stato dei Presidi spagnolo ed è a questo periodo che risalgono le imponenti fortificazioni che ancora oggi proteggono l'abitato. Sull'altura dove sorgeva l'antica città di Cosa oggi ci sono le ville eleganti dei vip, mentre Orbetello è diventato sia un centro di transito per l'Argentario che una località balneare molto apprezzata. La storia di Orbetello è conservata nell'Antiquarium ospitato nel Palazzo della Pretura: vi si trovano vasi greci ed etruschi, ceramiche e bronzi, ancore romane, frammenti di sculture e iscrizioni funerarie.
Una piacevole passeggiata nel centro di Orbetello parte dall'imponente Porta Nuova, una delle tre anticamente aperte nelle mura Cinquecentesche, vicino al bastione di Santa Maria, al bastione d'Arcos e alla polveriera. Qui inizia il primo tratto delle mura etrusche che si costeggiano fino al Duomo dell'Assunta dalla bella facciata tardo gotica, sollevata su un podio - scalinata. La Torre dell'Orologio domina piazza Garibaldi, mentre da piazza del Popolo si accede all'Antiquarium di Orbetello. Arrivati sulla diga che divide la laguna si ammira il tratto più suggestivo e meglio conservato delle mura etrusche, vicino al quale sorge un vecchio mulino abbandonato divenuto oggi rifugio prediletto di gabbiani, cormorani e aironi. Orbetello è intimamente legata alla sua laguna, da sempre fonte di ricchezza e cibo: l'anguilla che vive nella laguna è infatti il fiore all'occhiello della gastronomia locale e per celebrare le secolari tradizioni di pesca in laguna, in agosto si tiene la sagra dell'anguilla. Nello stesso periodo si celebra anche il Palio dei Barchini, competizione che risale al 1768, preceduta da uno spettacolare corteo con costumi del periodo spagnolo.
La spiaggia più bella di Orbetello è il Tombolo della Giannella, che chiude la Laguna di Ponente: lunga dieci chilometri è fiancheggiata da numerosi campeggi, alberghi e ristoranti. Orbetello, oltre che una piacevole ed attrezzata località di soggiorno, è anche il punto di partenza ideale per le escursioni naturalistiche alla scoperta della sua laguna, una delle poche aree umide intatte ancora presenti in Italia, con un ecosistema unico e tutto da scoprire. Vicinissime ad Orbetello sono anche le Terme di Osa che offrono acqua sulfurea dalle notevoli proprietà terapeutiche: un ottimo e rilassante diversivo rispetto alla consueta giornata in spiaggia.

ANSEDONIA
Ansedonia è un elegante centro balneare immerso nel verde, situato sulle pendici di un colle a sud est di Orbetello. Sulla sommità della collina si trovano le suggestive rovine della potente colonia romana di Cosa, in basso si trova uno dei bracci di mare più limpidi del litorale. Una posizione davvero invidiabile quella di Ansedonia, arroccata su un promontorio roccioso a strapiombo sul mare e al centro di un territorio ricchissimo di testimonianze storiche che nel corso dei secoli ha alimentato affascinanti leggende. Lo "Spacco della Regina" è una frattura nel monte su cui sorge la cittadina, dove solo una pallida luce verdastra riesce a filtrare: si dice che qui sia precipitata la mitica e bellissima regina Ansedonia, caduta nelle viscere del monte dove demoni e streghe celebravano i loro riti. La "Tagliata etrusca" è invece il lascito di un imponente lavoro che, tagliando la nuda roccia, riuscì a regimare il gioco delle correnti e ad impedire l'insabbiamento del porto, utilizzando le acque che provenivano dal vicino Lago di Burano. Si tratta di un esempio superbo di ingegneria idraulica, la cui funzionalità si ammira bene nei giorni di mare mosso quando si nota con chiarezza la potente dinamica dei movimenti d'acqua all'interno della "tagliata". A difesa del Porto della Tagliata gli spagnoli eressero la Torre di San Biagio, mentre poco più a sud si trova la Torre della Tagliata che fu anche residenza saltuaria di Giacomo Puccini.
Ai piedi della collina di Ansedonia si trova la Riserva Naturale della Feniglia, una delle aree protette più apprezzate dell'Argentario che protegge l'istmo che collega Ansedonia con l'Argentario: è ricoperta da una splendida pineta ed offre una straordinaria passeggiata che conduce alla spiaggia della Feniglia, un vero gioiello del litorale toscano.
I resti della città di Cosa, proprio sopra il moderno e signorile insediamento di Ansedonia, meritano sicuramente una visita: dal centro del paese si sale fino ai resti della colonia romana creata nel 273 a.C. per controllare i territori di Orbetello e di Vulci. Fondata appena sette anni dopo la conquista romana di Vulci, Cosa fu costruita e consacrata secondo le usanze etrusche, ma sotto l'egida della legge romana: oggi restano le suggestive rovine degli edifici pubblici, come il Capitolium le mura e numerose cisterne, e nei dintorni sono sparsi molti ruderi di piena età romana, in particolare resti di signorili ville fortificate, la basilica e il lastricato della Via Sacra. La vita a Cosa durò appena 250 anni, poi i romani la abbandonarono per insediarsi in località più vicine al mare: la città rimase comunque un luogo sacro dove i culti pagani continuarono anche nel periodo successivo alla cristianizzazione dell'impero romano. Oggi le rovine di Cosa offrono uno scenario di intensa suggestione, con i resti di antiche civiltà che si aprono su un panorama mozzafiato che comprende lo scorcio di Orbetello, dell'Argentario e di Giannutri.

CAPALBIO
Capalbio sorge sulla rotonda sommità di una collina, a circa 200 metri sul livello del mare, e conserva ancora la magia di antiche atmosfere: immersa nel verde, con il centro storico medievale intatto, ha l'aspetto di un antico castello protetto da mura imponenti, silenzioso ed austero. Qui arriva solo il turismo d'élite, i vacanzieri facoltosi alloggiano in case affacciate su scorci meravigliosi, passeggiano per le stradine strette su cui si aprono archi e feritoie, sormontate dall'antico cammino di ronda e punteggiate da piazzette scenografiche, si godono la splendida e rilassante campagna dintorno. Tranquillità e riservatezza sono garantiti, uno dei tratti di mare più belli della Toscana è a due passi, la suggestione di leggenda non manca, visto che Capalbio è nota fin da tempi antichissimi per aver dato i natali a Romanico Tiburzi, il brigante più famoso della Maremma.
Insomma Capalbio è la quintessenza della Maremma medievale e il miglior modo per godere del suo fascino è percorrere l'antico cammino di ronda che offre un bel colpo d'occhio sul borgo, le colline e la costa. Bello anche il cammino di ronda esterno, che separa le due cinte di mura, sul quale si affacciano ristoranti e negozi. Le vicine spiagge brade del Chiarore e della Macchiatonda mostrano il volto selvaggio e incontaminato della costa maremmana, mentre il vicinissimo Lago di Burano è un vero e proprio paradiso per naturalisti e appassionati del birdwatching.

 
























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