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Restano
molti dubbi sull'origine del nome, poiché non sembra
plausibile l'interpretazione che farebbe derivare Argentario
da argento, con riferimento alla famiglia dei grandi banchieri
Domizi Enobarbi che nella zona avevano molte proprietà.
Numerosi ritrovamenti dimostrano che l'Argentario era abitato
già in epoca antichissima e gli Etruschi sicuramente
lo frequentarono, anche se la totale assenza di ritrovamenti
legati alla loro civiltà fa supporre che gli attribuissero
scarso peso economico e strategico.
Furono i Romani dunque i primi a colonizzare stabilmente
l'Argentario e le numerose ville patrizie erette a Santa Liberata,
Poggio alle Forche, Sgalera, Pozzarello, Cala dei Pozzoni,
Torre Cavello e a Le Piane dimostrano che già gli aristocratici
romani si lasciavano sedurre dal fascino selvaggio della costa
d'argento e dal suo mare limpido. Dopo il crollo dell'impero
romano, l'Argentario decadde riducendosi ad un borgo di pescatori
fino all'arrivo dei pisani prima e dei senesi poi. Furono
proprio i signori di Pisa e Siena a fortificare l'Argentario
per difenderlo dalle incursioni dei pirati ed è a loro
che si deve la costruzione dei due porti principali dell'isolotto,
Porto Ercole e Porto Santo Stefano. Le opere di fortificazione
dell'Argentario proseguirono anche dopo la caduta di Siena,
quando entrò a far parte dello Stato dei Presidi spagnoli:
i governatori locali fecero costruire i bastioni che ancora
oggi circondano gli approdi di Porto Ercole e Porto Santo
Stefano.
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