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COSTA PROTETTA
Le riserve, i parchi naturali ed archeologici, le oasi naturalistiche
nella Costa degli Etruschi
Sia lungo il litorale che nell'entroterra della
Costa degli Etruschi, la natura gode di particolari forme
di tutela e conservazione e mostra una concentrazione davvero
insolita, e gradita, di oasi, rifugi faunistici, parchi naturali
e aree protette. Ovviamente lungo il litorale primeggia la
macchia mediterranea, caratterizzata da cespugli bassi ed
aromatici e che si spinge fin quasi a lambire il mare con
i caratteristici "tomboli". Poco più in alto,
le colline sono ricoperte di oliveti e vigneti che restituiscono
vini pregiati ed un olio extravergine con caratteristiche
di eccellenza.
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Proseguendo ancora nell'interno, magari a piedi per raggiungere
qualche borgo rimasto intatto nonostante il turismo di massa,
si percorrono boschi d'alto fusto che ospitano castagni, lecci
e sugheri. La natura insomma è stata particolarmente
generosa con gli abitanti di queste terre che oggi la ricompensano
con un vasto ed articolato sistema di aree protette, per metterla
al riparo dagli inevitabili scempi provocati dal turismo di
massa e dalla cementificazione selvaggia. Complessivamente,
in un tratto di costa relativamente breve, si trovano il Parco
delle colline livornesi, la Macchia della Magona, il Rifugio
faunistico di Bolgheri, l' Oasi del WWF di Orti e Bottagone,
il Parco archeologico di Baratti e Populonia, il Parco archeominerario
di San Silvestro, i Parchi costieri di Rimigliano e della Sterpaia,
il Parco forestale di Poggio Neri e il Parco naturale di Montoni.
IL PARCO DELLE COLLINE LIVORNESI
Il Parco delle colline livornesi fino a qualche anno fa era
poco più di un'idea, stimolata dall'intelligente proposito
di salvaguardare la zona collinare che si trova alle spalle
della città di Livorno. Oggi si sta mettendo mano ad
una serie di interventi volti a tutelare questo splendido patrimonio
ecoturistico a due passi dalla città, predisponendo anche
la segnaletica sui percorsi e la relativa cartografia. Due dei
percorsi più suggestivi sono quelli dell'Acquedotto di
Colognole e della Valle del Chioma. Il primo parte dall'abitato
di Valle Benedetta, sulla via della Sambuca, per attraversare
un bosco fitto e ombreggiato fino ai ruderi dell'acquedotto
del Settecento. Da qui si riscende fino al punto di partenza.
Altrettanto suggestivo è l'itinerario che parte e ritorna
al Santuario di Montenero, attraversando una campagna splendida
e intatta.
LA MACCHIA DELLA MAGONA
L'area protetta della Macchia della Magona si trova nel comune
di Bibbona, a pochi passi dal mare, e costituisce perciò
un'alternativa gradevole alla solita giornata in spiaggia. Un
bosco di 1600 ettari, incontaminato, dove regnano silenzio e
quiete e il paesaggio mostra tratti molto simili a quello maremmano,
aspro e selvaggio, assolutamente splendido. In passato la foresta
della Magona costituiva la principale fonte di approvvigionamento
di legname, dal quale si ricavava il combustibile necessario
alle ferriere della Real Magona di Cecina. Oggi è un
territorio protetto che richiama turisti rispettosi dell'ambiente
e intenzionati ad esplorarlo senza turbare i suoi delicati equilibri.
Si può percorrere il parco sia a piedi che a cavallo,
per raggiungere il cuore della foresta dichiarato riserva naturale
biogenetica, oppure scegliere di attraversare da cima a fondo
la Macchia della Magona, magari nella speranza di incontrare
qualche esemplare della ricchissima fauna che qui vive ancora
indisturbata.
RIFUGIO FAUNISTICO DI BOLGHERI
L'oasi di protezione di Bolgheri venne istituita nel 1962 su
iniziativa privata: a volerla fu il marchese Mario Incisa della
Rocchetta, proprietario del terreno che oggi ospita una riserva
palustre di circa 600 ettari dove vivono e nidificano migliaia
di specie di uccelli. L'area umida di Bolgheri costituisce un
abituale punto d'approdo per tantissime specie di uccelli migratori
come gli aironi, le cicogne nere e le pavoncelle e qui, nel
periodo invernale, nidificano specie come il Cavaliere d'Italia,
il raro airone rosso, il tuffetto e il germano reale. Il parco
si può visitare soltanto da ottobre ad aprile, proprio
per evitare un'invasione di massa nel periodo estivo che turberebbe
la quiete di questo paradiso degli uccelli.
OASI WWF DI ORTI E BOTTEGONE
Percorrendo poco più di dieci chilometri fuori da Piombino,
in direzione del Vignale, si trova l'ultima oasi paludosa della
Val di Cornia, sopravvissuta alle imponenti operazioni di bonifica
avviate nel Settecento dai Granduchi di Toscana. Quasi 100 ettari
di terreno palustre gestito dal WWF dove è stata registrata
la presenza di almeno 200 diverse specie di uccelli. L'Oasi
è divisa in due parti: la palude di acqua salata di Orti,
dove vive la salicornia, una pianta resistente alla salinità,
e la palude d'acqua dolce di Bottagone, dove regnano canneti,
gigli d'acqua, giunchi ed orchidee palustri. Anche qui si trovano
e nidificano gli aironi, l'ormai rarissima cicogna bianca e
varie specie di anatre.
PARCO ARCHEOLOGICO DI BARATTI E POPULONIA
Il territorio compreso fra le pendici del promontorio
di Piombino e il golfo di Baratti ospita uno dei più interessanti
parchi della Costa degli Etruschi, il Parco archeologico di
Baratti e Populonia, dove si conserva una necropoli monumentale
etrusca di grandissima importanza storica, archeologica e culturale
che testimonia della fiorente civiltà nata intorno allo sfruttamento
del ferro. A partire dal IX secolo a.C., Populonia si affermò
come uno degli approdi strategici più importanti per il commercio
del ferro, al centro delle rotte che collegavano la Sardegna
con la Corsica e l'Etruria. Tra il VI e il IV secolo prima di
Cristo, la città divenne il principale insediamento siderurgico
del Mediterraneo: di quel florido periodo si conserva la memoria
nei resti di installazioni portuali, attività industriali, quartieri
residenziali e tombe monumentali. Il percorso della Via del
Ferro conduce ai resti degli antichi edifici destinati all'attività
siderurgica e al Centro di archeologia sperimentale, dove i
visitatori potranno cimentarsi con esperienze di scavo stratigrafico
oppure provare a realizzare vasellame, manufatti metallici e
tessili, ornamenti e monili avvalendosi delle tecniche e dei
materiali in uso al tempo degli Etruschi. La Via delle Cave
porta invece alla Necropoli delle Grotte, un'area inizialmente
adibita all'attività estrattiva e utilizzata in età ellenistica
per ricavare tombe a camera. Qui si può godere di una vista
davvero straordinaria, sia per il notevole impatto scenografico
della necropoli che per il panorama sulla Val di Cornia e il
Golfo di Baratti. La Via dei Principi si snoda all'interno del
Parco archeologico attraversando la Necropoli di San Cerbone,
dove sono visibili le più antiche tombe familiari a camera dell'intera
Etruria. Nello stesso complesso cimiteriale etrusco si trovano
anche tombe a edicola e a cassone, di foggia più semplice e
destinate ad accogliere defunti meno abbienti. Nel centro visita
del Parco si conserva anche il ricco corredo funerario dell'unica
tomba trovata inviolata dagli archeologi nella Necropoli delle
Grotte.
PARCO ARCHEOMINERARIO DI SAN SILVESTRO
Il Parco archeominerario di San Silvestro è una sorta
di libro di storia a cielo aperto, dove si può leggere il filo
rosso che da sempre lega la Val di Cornia all'estrazione del
ferro e all'attività siderurgica. L'uomo cominciò già nel VII
secolo a.C. a perforare le rocce del Campigliese alla ricerca
di preziosi minerali che, al termine di un lungo a laborioso
ciclo produttivo, si trasformavano in metalli da forgiare e
vendere a caro prezzo. Il Parco di San Silvestro protegge oggi
450 ettari di territorio, con l'intento di ripercorrere gli
itinerari storici dell'attività estrattiva sulle colline che
si trovano a nord di Campiglia Marittima. All'interno del Parco
si snodano sei itinerari di grande interesse e suggestione,
immersi nel verde intenso di una natura incontaminata dove prevale
la tipica flora delle colline costiere toscane, composta da
bassa macchia mediterranea e bosco ceduo. La Via del Temperino
ricalca in parte il percorso della ferrovia che trasportava
il minerale ai primi del Novecento e illustra le varie fasi
di coltivazione e sfruttamento del suolo adottate dal periodo
etrusco fino ai giorni nostri. La Via delle Ferruzze è probabilmente
il percorso più spettacolare che si snoda lungo la linea dei
filoni metalliferi e consente di osservare da vicino le imboccature
delle miniere antiche, le cave a cielo aperto, i resti dei pozzi
di estrazione: dominano il giallo e il rosso delle discariche
minerarie ormai abbandonate. La Via dei Lanzi attraversa la
valle omonima per raggiungere la suggestiva Rocca di San Silvestro,
costeggiando pozzi di estrazione medievali, edifici medicei
e impianti industriali in disuso. Rocca San Silvestro è un villaggio
di minatori e fonditori fondato attorno al Mille da ricchi signori
intenzionati a sfruttare le immense risorse minerarie locali:
da qui parte la Via dei Manienti che si snoda attraverso le
miniere medievali. Il più originale dei percorsi da seguire
nel Parco di San Silvestro è la Miniera del Temperino, che inizia
nel Museo della Miniera per poi scendere nel sottosuolo ad esplorare
la Galleria del Temperino, un tracciato lungo 360 metri punteggiato
da gallerie e scavi per l'estrazione del periodo etrusco e di
età moderna.
PARCO COSTIERO DI RIMIGLIANO
In posizione magnifica, tra il Golfo di Baratti e San Vincenzo,
il Parco di Rimigliano è una striscia di rigogliosa vegetazione
mediterranea compresa fra il mare e la "Via della Principessa".
Istituito nel '73, il Parco protegge 120 ettari di vegetazione
mediterranea costiera, dando rifugio a numerose specie animali
come lo scoiattolo, il coniglio selvatico, l'istrice, il tasso
e la volpe. Percorrere il sentiero che attraversa quest'area
verde affacciata sul mare e ombreggiata dai pini, consente anche
di vedere da vicino i famosi tomboli, delle fasce di vegetazione
che dal mare si spingono verso l'interno anche per più
di mezzo chilometro: la macchia bassa lascia via via spazio
alle imponenti pinete, messe a dimora nel corso delle operazioni
di bonifica del secolo scorso.
PARCO COSTIERO DELLA STERPAIA
E' un vero e proprio gioiello della Val di Cornia, una preziosa
e rara foresta umida scampata al disboscamento indiscriminato
e recuperata dal comune dopo che qualche furbastro aveva provato
a costruirsi qui, abusivamente, la sua villetta al mare. Il
Parco costiero della Sterpaia oggi protegge un'area rimasta
intatta che mostra l'antico volto litoraneo della Maremma, paludoso
e umido, a due passi dal mare, rifugio di innumerevoli specie
animali. La vegetazione del Parco è dir poco rigogliosa,
con la volta arborea intricata e composta da tantissime specie
diverse che si sviluppano verso il cielo con forme davvero sorprendenti.
Camminare attraverso le dune di sabbia fino a scoprire il mare
nel Parco della Sterpaia è una delle esperienze più
suggestive che potrete fare sulla Costa degli Etruschi.
PARCO DI MONTONI
Vicinissimo allo splendido borgo di Suvereto, il Parco di Montoni
ripercorre le tracce lasciate nel corso dei secoli da pastori
e cacciatori, taglialegna e carbonai. Flora e fauna danno il
loro meglio e qui si conservano anche i resti di un antico villaggio
minerario di epoca napoleonica voluto da Elisa Bonaparte Baiocchi
PARCO DI POGGIO NERI
A pochi passi dall'antico borgo di Sassetta si trova il bosco
incontaminato di castagni, lecci e querce dove scorrazzano liberi
e tranquilli cinghiali, caprioli e molti altri mammiferi tipici
della zona. Il comune sta mettendo mano agli interventi necessari
per migliorare la fruizione del parco da parte dei visitatori.
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