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>> Presentazione |
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LE TERME
Tra le principali caratteristiche della Maremma
c'è la straordinaria ricchezza di sorgenti termali.
In molte località le proprietà geotermiche vengono
sfruttate per produrre energia pulita, mentre i turisti potranno
apprezzare i benefici e il relax che si godono negli impianti
realizzati in prossimità delle sorgenti termo-minerali.
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A
Bagnore c'è probabilmente l'unica sorgente termale
italiana dalla quale sgorga acqua che contiene ozono, un gas
che le conferisce particolari proprietà terapeutiche,
antinfiammatorie e diuretiche. Le Terme di Petriolo si
trovano invece in vicinanza di Pari, dove dalla roccia sgorga
acqua sulfurea a circa 40 gradi: un toccasana per reumatismi,
malattie delle ossa, della pelle, dell'apparato respiratorio,
ginecologiche e cardiovascolari.
Le più celebri terme maremmane restano comunque
quelle di Saturnia dove le acque sulfuree - radioattive
- omeotermali, sgorgano alla piacevole temperatura di 37.5 gradi.
Il paesaggio circostante è davvero fiabesco, con piccoli
ruscelli, cascatelle e laghetti immersi nel verde del bosco:
i benefici delle acque termali di Saturnia e lo scenario idilliaco
in cui si trovano incantarono già gli Etruschi e i Romani,
e furono particolarmente apprezzate anche nel Medioevo.
Saturnia, oltre alle terme, offre anche un notevole patrimonio
storico e architettonico: ben poco si conserva a testimonianza
della potenza raggiunta in età etrusca, mentre sono più
consistenti i lasciti di epoca romana. Rimangono molti edifici
pubblici e privati, oltre ad una buona parte delle mura e la
Porta Romana, l'unica rimasta delle dodici che pare ornassero
le mura al tempo dei romani. Nel Medioevo Saturnia appartenne
agli Aldobrandeschi che dettero ordine di edificare la possente
rocca che ancora oggi domina la piazza del paese. I senesi,
sotto la cui dominazione Saturnia cadde nel corso del Quattrocento,
fecero edificare una seconda cinta di mura in parte ancora visibili.
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Le proprietà termali e curative delle acque di Saturnia
si comunicarono a sfruttare nella seconda metà dell'Ottocento,
in corrispondenza con la nascita del turismo di massa. Da allora
Saturnia conserva il fascino di un borgo medievale intriso di
storia, assieme alla vivacità di un centro turistico
ormai celeberrimo dove si possono trovare sistemazioni adatte
ad ogni esigenza. Attorno a Saturnia il territorio è
letteralmente costellato da necropoli etrusche, se ne contano
circa una ventina, e da castelli dalle fattezze medievali: la
più celebre necropoli della zona è quella del
Puntone dove si possono ammirare circa quaranta tombe a camera
in discreto stato di conservazione. Tra le mete nei dintorni
di Saturnia è da segnalare anche Poggio Morella,
che conserva i resti di una torre e di una cisterna romana.
Poco lontano da Saturnia, Montemerano è un borgo
medievale quasi sconosciuto, dominato dalla possente rocca aldobrandesca
e solcato da stradine tortuose che si aprono su piccole piazze
molto scenografiche. Merita sicuramente una sosta e una passeggiata
nel centro storico.
Manciano ha seguito un percorso storico molto simile alla
vicina Saturnia, insediamento prima etrusco e poi romano, passato
sotto gli Aldobrandeschi fino all'acquisto da parte di Siena.
Non va sottovalutata la sua bellezza, errore che commettono
invece tanti turisti diretti frettolosamente verso Saturnia.
Manciano conserva infatti un bel centro storico che merita sicuramente
di essere visitato a piedi, dopo aver lasciato l'auto nell'abitato
moderno poco più in basso: lungo il percorso si incontrano
la medievale Porta Fiorella, la chiesa parrocchiale, l'Oratorio
della Santissima Annunziata e la Torre dell'Orologio. In cima
al percorso si trova il Castello di Manciano, oggi sede del
municipio, da dove si gode un superbo panorama che spazia dalle
vette dell'Appennino alle isole del Giglio e di Montecristo.
Il Museo di Manciano racconta mezzo milione di anni di storia
naturale della Maremma: strumenti e utensili, ossa di enormi
animali preistorici e testimonianze delle antiche civiltà
legate all'estrazione e alla lavorazione dei metalli forniti
dalle miniere locali, vi sono meticolosamente documentati.
Sono davvero belle anche le colline dell'entroterra maremmano
che si trovano in direzione di Albinia, dove niente è
addomesticato per far cosa gradita al turista. Magliano in
Toscana è un tranquillo borgo immerso tra gli oliveti
ed è sicuramente una gradevole deviazione verso l'interno,
specialmente nei mesi autunnali e primaverili. La spettacolare
cinta di mura che abbraccia Magliano in Toscana, quasi completamente
integra, fu eretta dai senesi nel Trecento per difendersi dagli
invasori, ed è il punto di accesso ad un centro storico
che conserva ancora il fascino dei tempi andati: si entra dalla
Porta San Giovanni e si incontrano il Palazzo dei Priori, la
pieve dedicata al Battista impreziosita da una facciata del
Quattrocento e la Chiesa di San Martino, con facciata romanica
e interno gotico. Per molto tempo, Magliano è stato meta
di avventurieri e cercatori di tesori che giungevano fin qui
nel tentativo di rinvenire il leggendario forziere di una potente
città etrusca, citata in alcuni testi romani arcaici,
ma della quale si sono perdute completamente le tracce in età
moderna. A Magliano sono ovviamente ottimi tutti i prodotti
dell'agricoltura e la cucina locale ne fa una meta da non perdere
per i buongustai. Da qui si dipartono diverse strade che conducono
in località degne di interesse storico e archeologico:
la strada che collega Magliano a Manciano porta alle suggestive
rovine di San Bruzio, una pieve romana di cui rimangono archi,
capitelli scolpiti e l'abside. Poco più avanti, lungo
la stessa strada, si trovano le rovine della necropoli etrusca
del Cancellone. La strada che collega Magliano ad Albinia permette
di visitare invece le modeste rovine della città etrusca
di Caletta.
Probabilmente è la strada più bella della
Maremma, quella che collega Magliano a Scansano, un borgo
tipico arroccato sulla sommità di una collina e circondato
da boschi fitti e ombrosi. La strada, fiancheggiata da sugheri
secolari, offe un panorama mozzafiato che include l'Argentario
e il Giglio, costeggiando colline punteggiate da castelli e
pievi antiche. A Scansano si produce il vino più celebre
della Maremma, il Morellino Doc e proprio le produzioni agricole
di eccellente qualità e l'aria buona costituiscono le
principali attrattive di questa tranquilla località collinare.
Già nei secoli scorsi, le autorità di Grosseto
si trasferivano a Scansano nel periodo estivo, per sfuggire
alla malaria e godersi il fresco dei poggi durante il solleone:
nei mesi di alta stagione Scansano è una vivace località
dove ogni giorno si organizzano manifestazioni per sollazzare
i turisti, mentre nei mesi invernali riassume le sue caratteristiche
di borgo tranquillo e silenzioso. Naturalmente la sistemazione
ideale per godere della campagna intorno a Scansano è
trovare alloggio in uno dei numerosi agriturismi della zona,
che spesso offrono anche la possibilità di degustare
un eccellente Morellino di produzione propria.
Proseguendo nella scoperta delle dolci colline a sud
di Scansano, si trova in posizione dominante e ben protetto
da una poderosa cinta di mura, l'abitato di Ghiaccioforte.
Fu costruito dagli Etruschi nel IV secolo a.C. e fortificato
per difendersi da Cartaginesi e Romani: ancora oggi si conservano
i resti di abitazioni e botteghe e un forno usato per la fusione
dei metalli. Dagli insediamenti sul pianoro di Ghiaccioforte
si abbraccia un panorama splendido, che comprende l'Argentario,
le isole dell'Arcipelago e le colline del vicinissimo Lazio.
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